sabato, 12 luglio 2008

La serata di gala di Mimosa Simonelli
 
Il Centro Studi Cultura Eclettica, Liberty e Déco
del Comune di Viareggio
presenta
 
Una storia d’archivio di Riccardo Mazzoni
 
Primavera, ti sento dentro gli occhi
 
Sulle tracce di una misteriosa e perturbante
poetessa viareggina della Belle Époque:
Mimosa Simonelli
 
Un affascinante viaggio a ritroso nel tempo
attraverso documenti e immagini d’epoca,
suggestioni, segreti, musica e poesia
 
Narra: Riccardo Mazzoni
Dona anima a Mimosa: Rebecca Palagi
Canta: Samanta Barontini
Suona: Adriano Barghetti
 
Villa Borbone
Giovedì 21 agosto 2008, ore 21.30
 
Ingresso gratuito
 
Nuova versione con "accadimenti medianici", sorprese e novità
Siete tutti calorosamente invitati
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 10:22 | Permalink | commenti (4)
categoria:fremiti, aquidernature
martedì, 08 luglio 2008
Da Rilke a Ruffini, ovvero: a proposito del “Joe D’Amato Horror Festival” e il “Festival degli anni Ottanta” organizzati da Paolo Ruffini alla Versiliana
 
Da Pirandello e Petrolini, da Rilke e la Duse, da Puccini e Viani a Paolo Ruffini e le fascistoidi-maschiliste pellicole dei generi più idioti e malsani passando per la rivalutazione della cultura ufficiale degli anni Ottanta del Novecento. Che fine ha fatto l’Eden versiliese!
 
Paolo Ruffini e il “Joe D’Amato Horror Festival” sono figli del peggior cinema degli anni Settanta e Ottanta e delle televisioni commerciali di Silvio Berlusconi; di quel mondo materialista, gretto, squallido e triviale, sdoganato da certi critici di sinistra meritevoli di tanti calci nel culo, che oggi rappresenta la normalità dell’offerta “culturale” in nome di un “prodotto popolare”. Certo, dal punto di vista generazionale Ruffini non è stato fortunato come noi che avevamo “Belfagor”, “Il Segno del comando” con Ugo Pagliai e Carla Gravina, “E.S.P.” con Paolo Stoppa, Maigret con Gino Cervi – vale a dire cresciuti a mistero e poesia – ma c’è sempre il libero arbitrio. E anche quella paura che viene evocata è una paura mercificata e banale; nulla a che vedere con la straordinaria paura delle fiabe e delle leggende popolari (e qui la parola popolare riacquista tutta la sua mirabile pregnanza). Lo ribadisco: è una manifestazioncella fascistoide e maschilista che gioca sulle pulsioni e i bassi istinti (che anche quando vengono avvolti da un citazionismo colto restano tali), con relativo disprezzo dei grandi archetipi dell’immaginario che, come suggeriva Carl Gustav Jung, predispongono l’uomo su un cammino stellato.
 
Non contento di tutto ciò, ecco che il buon Paolino ci confeziona il “Festival degli anni Ottanta” propinandoci Cicciolina, lo straripante imago-mercato da Reti Mediaset ed edonismo reaganiano-craxiano a gogò non sapendo (o sapendolo tacendo) che il meglio di quel decennio sta proprio nella resistenza disperata a tutto quel mondaccio. E’ vero che lo squallore della Versiliana è specchio dello squallore dei nostri tempi ma se non si ribella nessuno è finita. Paolino e organizzatori, questa roba fa schifo!
 
La Versilia, quantomeno per il suo passato, merita ben altro...
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 18:35 | Permalink | commenti (2)
categoria:indignazioni
venerdì, 04 luglio 2008
Mi manca un film
 
Tra i tanti sogni dell’infanzia e della giovinezza (e anche tra quelli maturati più avanti nel tempo), che abbracciano un po’ tutta la cultura umanistica nel suo insieme, mi manca “solo” di fare un film. Dicendo questo mi rendo conto di quanto sia stato fortunato nella vita. E’ anche vero che, seguendo con immediatezza e senza sovrastrutture il mio sentire, era naturale che il mio mondo interiore si manifestasse con la massima libertà e semplicità. Laddove questa manifestazione è diventata anche una professione ciò è accaduto senza che concedessi niente alle richieste e alle lusinghe dell’industria culturale o dell’ambiente accademico; le mie ricerche e le mie creazioni erano talmente compiute e originali che si sono imposte da sé. Dunque mi manca un film; ovviamente non un film generico ma il mio film. Fino ad oggi ho fatto di tutto per non realizzarlo; nel senso che quando si aprivano delle serie prospettive di concretizzazione trovavo sempre il modo di svignarmela per incapacità cronica, o meglio senso di nausea, ad affrontare il complesso e poco edificante iter produttivo che sta dietro la realizzazione di un film, specie se di qualità. Oggi sono più “forte” perché il mio film è sotto l’egida del mio fantasma femminile preferito: Sania Lipple. E’ vero che ormai è un sacco di tempo che è sotto la sua egida ma il cancello ligneo di Villa Sania è meno chiuso del solito, le apparizioni si fanno sempre più insistenti, tracce misteriose di profumata resina mi restano incollate alla maglietta. Tutto ciò quando nell’immediato futuro ho in programma libri, spettacoli e mostre di grande impegno. Paradossalmente, è un buon segnale. Ho dato il meglio di me stesso quando ho potuto portare avanti contemporaneamente tutte le cose che amavo, senza sacrificarne nessuna e rimestandole continuamente una nell’altra in un alambicco mentale di vasi comunicanti.
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 18:34 | Permalink | commenti (3)
categoria:fremiti, elegie
giovedì, 26 giugno 2008
Mattinata fiorentina
 
Dopo il teatrino di Elisabetta la mia poesia (con il consueto “cinemino” di parole finale) è approdata in un’ora insolita – le dieci del mattino! – nel freschissimo giardinetto della casetta di Laura sui primi colli fiorentini entro uno stretto spazio concentrico da lei sapientemente predisposto e formato dagli stessi invitati. Un cerchio umano con quaranta raggi di sguardi che invitava alla deambulazione catatonica (poeticamente parlando) e alla giravolta vertiginosa durante la lettura. Alle amiche che ho rivisto dopo tanto tempo e a tutti i gentilissimi partecipanti – carbonari della poesia provenienti da mezza Italia! – un grazie di cuore ancora incredulo dell’affettuosa condivisione di parole stellate.
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 20:21 | Permalink | commenti (9)
categoria:fremiti
domenica, 22 giugno 2008
Considerazioni sulla scrittura
 
Sono bastati un paio di giorni di “condizione monacale” per far fare un decisivo passo avanti alla biografia di Yvonne George ferma agli appunti che buttai giù all’epoca della prima rappresentazione de Il Segreto della Stella nell’autunno del 2006. E’ la condizione ideale per la scrittura e non corrisponde semplicemente al raccoglimento e alla concentrazione, ma è uno stato d’animo che coinvolge totalmente il proprio mondo interiore. Ha contemporaneamente la fluidità dell’acqua che scorre e la levigatezza del sasso e traspone queste due archetipicità nella scrittura stessa. Per me questa è una dimensione naturale e il fatto che ultimamente ho dovuto fare degli sforzi per riconquistarla è un segnale pericoloso e allarmante. So che ciò è dipeso anche dall’aver trascurato il fantasma dei fantasmi femminili che dimorano nella mia mente e conservano la chiave degli scrigni medianici. Scusa Sania tornerò presto a te!
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 18:47 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 20 giugno 2008
Parigi
 
E’ parecchio tempo che manco da Parigi. A Parigi ho avuto l’onore di vedere le mie poesie tradotte e recitate nei cabaret. Parigi è stata una delle mete del mio bellissimo viaggio di nozze tra Svizzera, Germania e Francia. A Parigi mi sono seduto, studiando e oziando, sulle antiche panche lignee delle sale riservate della Bibliothèque de l'Arsenal, quelle stesse in cui nell’Ottocento si aggiravano Charles Nodier e Gérard de Nerval. A Parigi con mia moglie Federica ho incontrato la già anziana Ida Chagall, figlia del grande pittore Marc Chagall, nella sua splendida casa con doppia entrata da Quai d’Horloge e Place Dauphine (una delle piazze più medianiche d’Europa), portandole in dono il volumetto con la traduzione di alcuni brani autobiografici di sua madre Bella Rosenfeld (musa ispiratrice del mondo poetico-affettivo di Marc) da noi pubblicato con il titolo Diario sentimentale per la mitica collana “Fiabesca” di Stampa Alternativa. A Parigi io e Federica abbiamo letteralmente incantato i responsabili della celebre casa editrice Gallimard perorando l’edizione italiana degli scritti sul cinema del poeta surrealista francese Robert Desnos, di cui detenevano i diritti, al punto che una settimana dopo il colloquio ci contattarono a Viareggio scrivendoci che avrebbero realizzato il volume soltanto con noi. E il libro è diventato testo universitario con il titolo Robert Desnos e il meraviglioso moderno. Una poetica surrealista del cinema (1923-1930). A Parigi sulle tracce di Robert Desnos ho conosciuto Yvonne George... e a Parigi ritorno con la mente in questi giorni in cui sto minuziosamente ricostruendo i suoi  recital nei locali e nei teatri della “Ville Lumière” durante gli anni venti del Novecento...
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 20:02 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 16 giugno 2008
Brandelli di vita popolare domenicale viareggina colti da Rainer Maria Rilke nella primavera del 1898 (II)
 
Qui anche il mare concorre a educare a questa contenuta allegria. La gente, uomini e fanciulle, ignora fino a che punto siano discepoli e figli del mare, quanto siano intimamente legati allo splendore, alla collera, all’immensità di esso. Se è stata giornata di pesca abbondante la sera si raccolgono in attesa sul molo che, fiancheggiando il canale, si protende verso l’approdo, e indovinano i nomi delle barche che con la vela alta e sottile si levano come cipressi sull’orizzonte e si ingrandiscono a due a due, finché sono come un viale che si perde nell’infinito. Sui loro tratti attenti è una gioia luminosa, e il sole basso proietta lontano le linee del loro sorriso, sulle facciate delle case di Viareggio che sembrano anch’esse partecipare alla generale allegrezza. Ma sulla punta del molo, dove ha inizio l’accoglienza, si trovano, come in una vecchia operetta, signore e figli di pescatori, soldati e monaci, fanciulli sorvegliati da nere orsoline, mentre dal palo più avanzato un bruno monello agita le sue gambette coperte di sabbia in segno di benvenuto. Solenni e silenziose le barche piegano con le loro ampie, sazie vele serali verso il canale increspato di onde nere. Tutta la ciurma è raccolta intorno all’albero. Ragazzi ridenti, uomini robusti, appoggiati quieti contro l’albero stesso, vecchi dai tratti rugosi e dalle toppe variopinte stretti al timone: tutta la loro antica forza sembra concentrata nella mano nerboruta e villosa che stringe la barra come l’elsa di una spada. Piegano dentro come dopo un lungo viaggio, come se al largo fossero invecchiati e ritrovassero per la prima volta la spiaggia  che hanno lasciato pieni di giovane buio. Tutti recano come una traccia della gravità dell’eterno, e i loro petti, si vede, sono diventati vasti nell’animosa paura del pericolo".
 
Tratto da: Rainer Maria Rilke, Diario fiorentino, a cura di Giorgio Zampa, Rizzoli.
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 18:52 | Permalink | commenti
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venerdì, 13 giugno 2008
Brandelli di vita popolare domenicale viareggina colti da Rainer Maria Rilke nella primavera del 1898 (I)
 
“Dal buio della settimana madri, vecchi, bambini espongono al sole la loro vita con le sue piccole gioie e le sue speranze intristite, quasi la portassero in un tempio. Siedono davanti agli usci, su seggiole, seggioline e panche, secondo l’età e il carattere silenziosi o ciarlieri, pensosi o curiosi; e della loro serenità rivestono le facciate insignificanti delle povere case. Passare in carrozza davanti ad essi, sul selciato rimbombante, è un successo; il cocchiere schiocca la frusta e mette il suo orgoglio nel trottare a rotta di collo. Quelli alzano il capo curiosi, indifferenti, infastiditi, in atto di saluto. E’ come se le casupole fossero state rovesciate da una parola magica e tu passassi sfiorando nudi destini che si presentano inermi ai tuoi occhi. Ma nel tardo pomeriggio puoi trovare nel bosco le fanciulle brune e le bionde, e vedere come si tengono allacciate, procedendo quasi senza parlare in lunghe file, esitando, in mezzo ai rigidi tronchi dei pini; solo di tanto in tanto una, adagio, comincia a cantare, quasi uscisse da un dolce ricordo, mentre due o tre compagne entrano a tempo con voci più forti, come a conferma. Dopo alcuni passi il canto affonda di nuovo nei loro movimenti, dai quali pareva essersi liberato, ed esse si addentrano nella pineta. Questa è la domenica”.
 
Tratto da: Rainer Maria Rilke, Diario fiorentino, a cura di Giorgio Zampa, Rizzoli.
 
Durante il soggiorno a Viareggio nella primavera del 1898 Rilke compose la maggior parte delle poesie del ciclo Lieder der Mädchen (Canti delle fanciulle), evidentemente ispirato alle fanciulle viareggine.
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 17:27 | Permalink | commenti (3)
categoria:aquidernature, elegie
giovedì, 05 giugno 2008
Le muse disobbedienti
 
A proposito di invasamenti: chi mi conosce sa che i miei progetti nascono da idee immediate, da declic mentali empatici e folgoranti. Poi però ho un radicato bisogno medianico di affondare quelle idee nella patina dell’esistenza mediante un processo di sedimentazione temporale che può durare giorni, settimane, mesi, anni, sposando quelle idee a tutto il mio universo affettivo in un unicum che elude totalmente la concezione di “prodotto” (così cara all’industria culturale) per uno scandaglio delle kleeiane via primordiali alla creazione, ovviamente in una personalissima e probabilmente non sempre comprensibilissima (soprattutto se la si considera secondo i canoni tradizionali di giudizio e di valore) direzione.
 
Di tanto in tanto un progetto fa capolino ricordandomi che è giunto il momento di prenderlo in considerazione. E’ il caso di quello che ho chiamato “Le muse disobbedienti” dedicato alle tante validissime attrici che ho avuto modo di conoscere e apprezzare negli ultimi anni: Rebecca Palagi su tutte, poi Elisabetta Salvatori, Valentina Banci, Chiara Zerbinati e molte altre. Disobbedienti perché nell’interpretazione attoriale rimane sempre un residuo di non assimibilità rispetto alla “musa ideale” che abita lo spirito del poeta, del drammaturgo o del regista; il quale attraverso l’attrice assiste – prima attonito e sgomento, poi inebriato e palpitante – alla nascita della “musa reale” della propria teatralità (e ne sapevano qualcosa Gabriele D’Annunzio con Eleonora Duse e Luigi Pirandello con Marta Abba).
 
Si tratta di brevi video in cui un’attrice immersa in un astratto spazio “spirituale” delimitato dall’inquadratura fissa (ma non passiva) offre corpo e voce alle parole di un grande poeta che – per il numero zero – non poteva che essere Rainer Maria Rilke (vedere i post precedenti) con una sua lettera a Elena Voronina (“Nel nostro guardare è il nostro più vero conquistare. Volesse Iddio che le nostre mani fossero come i nostri occhi: così pronti nel cogliere, così tranquilli nel lasciar andare tutte le cose; allora potremmo davvero diventare ricchi...”), seguita dall’ode alla bambola (“O anima della bambola, che non Dio ha creata, o tu, ottenuta dalla lunatica preghiera di una fata sventatella, anima-cosa espirata da un idolo a fatica, te, che noi tutti, a mezzo fra ansia e magnanimità, abbiamo ricevuta e da cui nessuno può interamente riprendersi – o anima che mai fosti realmente portata, solo sempre tenuta in serbo, protetta dai mille odori di antiche mode, vedi: ora ti hanno invasa le tignole...”), nel suo iniziatico processo di apprendistato fra le cose. E l’attrice? Ovviamente quella matta (per il sol fatto di incoraggiare appassionatamente tutto quello che faccio) e sensibile donna (in giro se ne vedono poche) che è Rebecca Palagi.
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 19:42 | Permalink | commenti (5)
categoria:fremiti
mercoledì, 04 giugno 2008
L’invasamento continua
 
L’invasamento continua. Non è più possibile tornare indietro. Mi dispiace per i materialistotti, ma tra poco il lirismo pullulerà, in un autosufficienza immaginativa senza precedenti. E dato che siamo a Viareggio lo farà anche tramite Rainer Maria Rilke ed Eleonora Duse attraverso le tracce d’esistenza che hanno lasciato (nei loro scritti ma non solo) in questa martoriata città. Tutto ciò completamente dentro la dimensione quotidiana che torna a tingersi di magia.
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 12:28 | Permalink | commenti (2)
categoria:fremiti, aquidernature, elegie

Attenzione!

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